POCA SPESA - TANTA RESA

Soluzioni semplici ma efficaci per risparmiare

Car Sharing


Sarà il periodo di crisi economica, o la crescente attenzione nei confronti dell’ambiente, ma è un dato di fatto che, da un po’ di tempo a questa parte, si parli sempre più di mobilità sostenibile. Uno degli alfieri di questa way of living è sicuramente il Car Sharing, un fenomeno in espansione anche in Italia, dove il servizio è attivo in 11 città. Per chi di voi ancora non lo sapesse, il Car Sharing è un servizio che permette di utilizzare un’auto condivisa con altri utenti, prenotandola, prelevandola e riportandola in uno dei parcheggi abilitati – non obbligatoriamente nello stesso posto dove la si è prelevata. Il costo del servizio, oltre a quello dell’abbonamento annuo che ogni utente deve sottoscrivere, viene calcolato in base all’utilizzo che se ne fa, prendendo in considerazione chilometraggio e tempo di utilizzo. In questo modo si risparmia sulle spese di gestione di un’automobile – assicurazione, tasse, spese di manutenzione, e costo del carburante – che sono a carico del gestore.

In soldoni, si paga l’utilizzo dell’auto e i costi fissi sono invece distribuiti tra più persone. Inoltre un’auto Car Sharing può essere parcheggiata gratuitamente anche in posteggi tariffati. Ma il vantaggio dell’utente non è solo economico. Chi utilizza il Car Sharing ha sempre un’auto a norma dal punto di vista ambientale e potrà circolare sulle corsie preferenziali e nelle ZTL (Zone a Traffico Limitato). Senza contare il fatto di avere meno auto in circolazione – si calcola che un’auto Car Sharing sostituisca fino a 10 automobili di proprietà. 

I prezzi crescenti e sempre più imprevedibili dei carburanti tradizionali (benzina e gasolio) stanno portando in questo periodo molte persone a ridurre l’uso dell’auto per i propri spostamenti, eliminando soprattutto quelli superflui e ricorrendo in misura maggiore, ove possibile, all’uso del mezzo pubblico. Certo, è anche colpa della crisi economica che impone scelte di rinunce e sacrifici sempre più drastiche… ma potremmo anche vedere questa esigenza sotto una luce diversa: più che di sacrifici e rinunce potremmo infatti parlare di ottimizzazione, efficienza e taglio degli sprechi.

In quest’ottica, anche l’uso dell’auto, come dicevamo, viene ripensato ed, in qualche misura, ridimensionato. Capita così che alcuni rinuncino alla seconda auto (se usata saltuariamente) o perfino alla prima, se possono avere delle buone alternative a disposizione e se la flessibilità offerta dall’auto propria è per loro un aspetto non strettamente necessario. Aumenta l’uso del mezzo pubblico o della bici; molti comprano uno scooter o una moto… e tanti altri si abbonano al car sharing, favorendo la diffusione di questa modalità di uso dell’auto sempre più presente nelle nostre città.

In Italia in realtà il car sharing esiste da diversi anni… Bologna è stata tra le prime città ad adottarlo, insieme alle città più grandi (Milano, Torino, Firenze, Genova, ecc.). Oggi i servizi di car sharing sono molto diffusi, e soprattutto sono interoperabili in tutta Italia. Questo grazie all’integrazione dei diversi operatori (se non tutti, quasi tutti) all’interno del circuito nazionale ICS – Iniziativa car sharing. Con la tessera dell’abbonamento al servizio di Bologna, ad esempio, si possono usare le auto di Firenze, e così via.

Come funziona il car sharing?
Si attiva un abbonamento di durata annuale (come quello dei mezzi pubblici) presso l’operatore della propria città, e si riceve una tessera elettronica. Presso ogni città ci sono diverse auto, dislocate in punti precisi (parcheggi car sharing), dove devono essere prese in carico e poi rilasciate al termine dell’utilizzo. Quando serve un’auto, si telefona al call center (attivo 24×7) o si accede al sito web di prenotazione, richiedendo la disponibilità dell’auto per il giorno, l’ora ed il tempo richiesto. Al momento dell’uso, si sblocca la portiera dell’auto in automatico con la smart card personale e si utilizza l’auto fino al termine del periodo prenotato. Tutta la procedura è automatica, e si ha comunque in caso di emergenza l’assistenza del call center dedicato, contattabile anche dall’auto stessa.

Costi e benefici
I costi di utilizzo sono dati dall’abbonamento annuale (quota fissa) e dalle tariffe di utilizzo dell’auto, che danno un prezzo alle ore in cui si è tenuta l’auto ed ai km percorsi. Il tutto è fatturato a fine mese ed addebitato sul conto corrente. Fin qui le spese. Molto più lungo è l’elenco dei benefici: con le auto in car sharing il carburante è compreso, non si paga il parcheggio nei centri storici, non ci sono limitazioni o tariffe di accesso alle ZTL, si possono percorrere le corsie preferenziali dei bus, non si è soggetti ai blocchi del traffico o alle targhe alterne. In pratica, si ha il massimo dell’accessibilità possibile alla citta.

A chi conviene?
I prezzi del servizio variano da città a città: è sufficiente andare sul sito del gestore della propria città per consultare i prezzi in vigore (sempre attraverso il sito http://www.icscarsharing.it). In generale, le stime mostrano che il car sharing è conveniente per chi effettua in auto meno di 10.000 km all’anno, mentre se si effettuano percorrenze superiori è meglio comprare un’auto di proprietà. Se siete nelle città in cui è attivo il servizio, vale la pena che vi informiate sulle condizioni e sulle modalità d’uso… al limite anche attivando l’abbonamento per un anno per provare. L’esperienza mostra che poi difficilmente si torna indietro