Madonna           delle Rose

Vescovo Grillo

Introduzione al libro "La vera storia di un doloroso dramma d'amore"
(Mons. Girolamo Grillo)

"Non poche volte mi è stato chiesto perche mai non abbia lasciato finora una mia testimonianza diretta sull’evento che ha contraddistinto, in qualche modo, tutta la mia esistenza: il pianto di una piccola statua della Madonna nelle mie mani, avvenuto la mattina del l5 marzo del l995, nella Villa San Francesco, di proprietà della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia.

A quindici anni di distanza da allora, soprattutto al fine di ricostruire i fatti con precisione e senza attingere ad aliene interpretazioni, ritengo opportuno mettere per iscritto l’intera vicenda, anche a futura memoria, prima ancora che qualche storico prenda in mano i miei quindici diari personali nei quali ho registrato gli eventi.

Questo, infatti, per mia precisa volontà, potrà avvenire soltanto dopo il 2050, per evidenti motivi e cioè perché in essi vien fatto riferimento a persone tuttora viventi e a fatti di piena attualità.

Sarà questo il mio testamento spirituale: un vero atto di amore alla celeste Regina che ha voluto coinvolgermi in una storia lunga e, per qualche verso, drammatica. Sia ben chiaro, non c’è nulla di eccezionale in tutto questo, perché ogni coinvolgimento si inserisce sempre in una prospettiva di sofferenza.

A motivo di ciò, può e deve essere più che comprensibile manifestare, fin dalla prima pagina di questo mio scritto, immensa gratitudine al Signore e alla Madonna, che inspiegabilmente (almeno da parte mia) hanno voluto considerarmi degno di un così grande compito.

Una "Madonnina", che fra le mie mani piange lacrime di sangue, non può certamente lasciare indifferenti chi o quanti, come si vedra, hanno assistito all’evento. Ecco perché, dopo tanti anni, ho pensato di estemare quanto nel mio cuore si è tenuto ben saldo, dopo una lunga e costante meditazione.

Ho avvertito dentro di me come una voce misteriosa che mi diceva: "Prendi la penna e scrivi, perché nulla vada perduto delle tue inevitabili emozioni che si sono accompagnate nel corso di questi anni". "Vedi, tutto è grazia", un’altra voce aggiungeva; nulla può ritenersi scontato nella vita; è proprio così: quando il Signore ci vuol bene, sconvolge sempre i nostri piani e ci conduce verso una meta imprevista e forse anche, come in questo caso, imprevedibile.

Non posso fare a meno, pertanto, di guardare in alto, chiedendo alla stessa Vergine benedetta di assicuramii ancora la sua protezione e benevolenza, desiderando far conoscere a quanti avranno motivo di addentrarsi nell’evento accadutoa Civitavecchia nel l995, i motivi di fondo che hanno caratterizzato tutta una storia che parte da lontano e si promana tuttora nel cammino del tempo. 

Di una sola cosa sono più che certo: la Madonna mi ha sempre voluto bene; ella è stata sempre per me più che una mamma. Non sono certo, invece, se a questo amore materno io abbia sempre corrisposto. Cercherò allora di farlo ora nell’ultima parte della mia vita terrena, con la piena speranza che ella non mancherà di prepararmi il "grande incontro" con il Padre, ma soprattutto con suo Figlio, attraverso l’azione dello Spirito di cui ella è stracolma.

Desidererei, o Vergine benedetta, poter cantare con te il Magnificat dell`eterna Beatitudine, per tutte le "grandi cose" che il Signore ha operato per il tuo tramite. Confido tanto nel tuo aiuto, o Madre di misericordia e meglio ancora Madre della Misericordia stessa.

Questo mio scritto, infatti, oltre alla descrizione degli avvenimenti che si sono succeduti, come già detto, vuole essere un canto di amore e di gratitudine, derivante dal fatto che non è cosa di tutti i giorni veder piangere la Mamma e, per di più, con lacrime di sangue. 

Si tratta anche, come appare evidente, di un mistero di purificazione per i tanti sbagli e per le tante miserie che pur hanno inondato la mia vita, di cui sento un forte bisogno di chiedere perdono anzitutto al Signore e poi a tutti i miei fratelli ed, in particolare, ai miei sacerdoti conosciuti nei lunghi anni di ministero episcopale."

Dedico questo mio testamento d'amore
a Giovanni Paolo II
senza il cui intervento
mai avrei creduto alla
"Madonnina di Civitavecchia"
(Monsignore Girolamo Grillo)


Dichiarazione sulla lacrimazione avvenuta tra le sue mani

Il sottoscritto mons. Girolamo Grillo, Vescovo di Civitavecchia e Tarquinia, dichiara in coscienza quanto segue:

Erano le ore 8,15 del mattino del 15 marzo 1995; avevo appena finito di fare colazione dopo la celebrazione della S. Messa nella mia Cappellina privata in Via delle Ginestre, 1.

Come quasi ogni mattina, da quando la piccola statua della Madonna di S.Agostino si trova in casa mia (10 febbraio 1995), ero andato con la suora a fare una piccola preghiera alla Vergine Madre di Dio. Quella mattina mi accompagnava mia sorella Grazia Maria, la quale anche ella si era messa in preghiera.

Dopo qualche minuto mia sorella mi domanda se avesse potuto chiamare anche suo marito, il quale non aveva mai visto la Madonnina.

Venuto il marito, che si trovava in un’altra stanza, anch’egli si è messo a pregare, quando all’improvviso incomincia a dire: «Ma non vedete che la statuina lacrima sangue?».

In effetti, guardando attentamente la statua che avevo tra le mie mani, ci siamo accorti che, sulla guancia destra della statua, vi era una grossa lacrima di sangue, la quale poi lentamente incominciò a scendere fin sotto il collo della statua, per qualche minuto e per qualche cm. Mia sorella, quasi terrorizzata, incominciò a piangere e a gridare (poi mi avrebbe detto che si era spaventata perché aveva visto il sottoscritto pallidissimo in viso) ed inavvertitamente toccò il sangue con un dito, che le si macchiò per qualche minuto. A notare il sangue sul dito di mia sorella fu anche l’altra suora rumena (Sr. Tereza) e mio nipote Angelo Arena, subito accorso alle grida della mamma.

Le mie impressioni, di fronte all’evento, furono contrastanti: quasi di incredulità (mi sembrava incredibile quanto si verificava sotto i miei occhi, ma non era una visione; era vero e proprio sangue toccabile e concreto).

Ho chiesto subito alla Madonna la mia conversione e il rafforzamento della mia fede, mentre non ho mancato di chiedere perdono di tutti i miei peccati. In pari tempo, si è rafforzata in me la convinzione che la Madonna non sia contenta soprattutto per il sangue innocente che scorre nel mondo (aborti, piccoli innocenti uccisi, carneficine delle guerre), per i gravi disordini morali esistenti nel mondo e in particolare in Italia, nonché per la persistente visione ateistica imperante anche dopo la caduta del comunismo, ed infine per gli sbandamenti esistenti tuttora in seno alla Chiesa con più o meno malcelate ribellioni al Papa e alla Gerarchia.

La Madonna, ancora una volta come a Lourdes, a Fatima, a La Salette e a Siracusa, grida ai suoi figli: «Convertitevi e credete al vangelo, facendo penitenza».

In fede.

+ Girolamo Grillo

P.S.

Le sopraddette mie convinzioni derivano dal fatto che io personalmente, ben sapendo dalle indagini già fatte sulla statuina che essa non conteneva marchingegni di sorta e che trattavasi di sangue umano, non riesco tuttora a spiegarmi - a meno che la scienza non mi dimostri il contrario - come razionalmente sia potuto accadere quanto è accaduto nelle mie mani e sotto i miei occhi, in piena coscienza.

+ Girolamo Grillo


Chi è Mons. Girolamo Grillo

Se n’è andato in punta di piedi, all’improvviso, nel giorno in cui la Chiesa festeggia Maria Vergine Regina: il 22 agosto 2016 alle 8 il vescovo emerito di Civitavecchia Girolamo Grillo è morto in Romania, presso l’orfanotrofio di suor Maria Ionela, la Casa “S. Iosif” di Odorhei in Transilvania, dov’era solito trascorrere alcune settimane durante l’estate. Ieri sera aveva passeggiato, nonostante le difficoltà deambulatorie, e recitato la compieta. Aveva compiuto 86 anni lo scorso 18 agosto.

Nato in Calabria a Parghelia, dopo aver ultimato gli studi filosofici e teologici decide di frequentare la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana e a Lovanio in Belgio (1952-56), per poter meglio aiutare la sua terra. Elabora, pertanto, il suo dottorato con una ricerca sociologica su «Riforma fondiaria in Sila: leggi economico – sociali e loro verifiche induttive», su suggerimento di don Luigi Sturzo e dell’economista Ugo Papi, Rettore dell’Università «La Sapienza».

A Roma ricopre l’incarico di segretario delle «Settimane Sociali dei Cattolici d’Italia», quindi entra in Segreteria di Stato, dove presta servizio a Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Diviene uno dei collaboratori di Giovanni Benelli, il Sostituto della Segreteria di Stato di Papa Montini, in anni cruciali per la vita della Chiesa e della politica italiana, che Grillo vive da un punto d’osservazione privilegiato.

Nel 1977, al momento in cui Benelli lascia la Santa Sede per diventare arcivescovo e cardinale a Firenze, Grillo a soli 47 anni viene eletto vescovo di Cassano allo Ionio, dove inizia il suo ministero con una Lettera pastorale dal significativo titolo di stampo sociologico: «Una diocesi del Sud si confronta con Cristo». Dopo cinque anni viene trasferito nella diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, dove rimane per 25 anni.

È qui, nel 1995, che la sua vita viene sconvolta e radicalmente cambiata dall’evento della Madonnina piangente, la povera statuina di gesso che nel giardino della famiglia Gregori versa lacrime di sangue. Il vescovo Grillo, poco simpatizzante per questi fenomeni, è inizialmente scettico. Apre all’ipotesi del soprannaturale soltanto perché gli viene chiesto esplicitamente dal Segretario di Stato Angelo Sodano, il quale gli telefona per conto di Giovanni Paolo II. 

Il Papa polacco sa di quella Madonnina proveniente da Medjugorje. Crede alla soprannaturalità dell’evento. Anche Grillo è costretto a cedere all’evidenza, quando la statuina, che è stata radiografata al Policlinico Gemelli e non contiene trucchi o marchingegni, lacrima sangue mentre è nelle sue mani, in presenza della sorella, del cognato del vescovo e di una suora. 

In quell’occasione Grillo è colto da un malore e viene chiamato il suo cardiologo di fiducia, che dopo averlo fatto riprendere constata di persona la presenza di un nuovo flebile ma visibilissimo rigagnolo di sangue scaturito dall’occhio della Madonnina.

Da scettico il vescovo di trasforma in un sostenitore della soprannaturalità della lacrimazione, continuando ad avere un alleato in Vaticano: Papa Wojtyla. Il Pontefice, oggi santo, metterà la sua firma su un documento oggi conservato presso la Congregazione per la dottrina della fede, nel quale si attesta che lui ha venerato la statuina ospitata nel suo appartamento e l’ha incoronata.

Il resto della vita di Grillo è segnata da queste vicende. Il vescovo continuerà a raccogliere testimonianze e a promuovere il culto della Madonnina. Cessato il suo servizio episcopale a Civitavecchia-Tarquinia, Grillo viene nominato da Benedetto XVI canonico di Santa Maria Maggiore e viene a vivere a Roma. 

Maurizio Ammannato