Libro della Sapienza

In un periodo storico come quello attuale, dove sembra che la saggezza sia scomparsa dal mondo, la rilettura del libro della Sapienza del Vecchio Testamento, è sicuramente utile a tutti  i problemi della vita quotidiana; rivolto oggi, soprattutto ai  governanti. 

Per questo motivo ho inserito nelle lingue della traduzione on-line (menù in alto a destra) il russo, l'arabo e l'ebraico, oltre naturalmente all'inglese e alle altre principali lingue, nella speranza che i rispettivi governanti, leggendo o rileggiendo questo Libro, ritornino a saper governare con saggezza i rispettivi popoli, in pace col resto del mondo.

Il Libro della Sapienza o Sapienza di Salomone o semplicemente Sapienza (greco Σοφία Σαλωμῶνος, Sofía Salōmõnos, "sapienza di Salomone"; latino Sapientia) è un testo contenuto nella Bibbia. È scritto in greco, ma è probabile che il testo originale sia stato scritto in ebraico. 

La redazione finale è avvenuta nel primo secolo a.C. La precedente tradizione giudeo-cristiana pseudoepigraficamente lo aveva attribuito al saggio re Salomone. Nel 405, san Girolamo lo attribuì a Filone di Alessandria e così anche san Bonaventura. In realtà la maggior parte degli studiosi biblici odierni è d'accordo nel ritenere ignoto l'autore. 

La Sapienza, in ordine cronologico, è l'ultimo libro dell'Antico Testamento. È composto di 19 capitoli con vari detti di genere sapienziale, con in particolare l'esaltazione della Sapienza divina personificata.

Il libro contiene due parti generali: i primi nove capitoli che trattano della Sapienza sotto il suo aspetto più speculativo, e gli ultimi dieci capitoli che trattano la Sapienza da un punto di vista storico.

Il Llibro, rivolgendosi ai re, insegna che l'empietà è estranea alla Sapienza e porta a punizione e morte, confutando vari argomenti  esposti dai malvagi per giustificarsi. Secondo l'autore lo stato d'animo degli empi è contrario al destino immortale dell'uomo; la loro vita presente è solo in apparenza più felice di quella dei giusti; e il loro destino finale è una prova indiscutibile della follia della loro condotta. 

Viene lodata la sapienza di Dio per i suoi rapporti con i patriarchi da Adamo a Mosè; il comportamento giusto e misericordioso di Dio verso le civiltà idolatriche d'Egitto e Canaan; la stupidità assoluta e conseguente immoralità dell'idolatria sotto le sue varie forme.

Ing. Maurizio Ammannato