Perchè una nuova certificazione


MADE IN ITALY
Ufficialmente esiste solo la certificazione 'Made in Italy' che si basa sulle regole doganali europee. Queste regole sostanzialmente dicono che si può applicare il 'Made in Italy' quando 'il bene abbia subito in Italia l’ultima trasformazione sostanziale' (vedi allegati 10, 11 e 15 del Regolamento di Attuazione del Codice Doganale Comunitario).

In pratica fatta costruire una borsa in un paese estero (ideazione, progettazione, lavorazione) ma assemblandola in Italia con borchie, manici e tracolle, quella borsa può applicare a pieno titolo il 'Made in Italy'.


100% MADE IN ITALY
Esiste un'altra certificazione privata, come consorzio di aziende che vi aderiscono, denominata '100% Made in Italy'. Le aziende aderenti si impegnano quindi a porre questa certificazione a condizione che tutto il ciclo del prodotto, dalla ideazione all'assemblaggio finale, sia stato fatto interamente in Italia. E' giusto e corretto ma......


INVENTED IN ITALY
Il mondo si sta specializzando. Il terzo mondo è ormai diventato espertissimo nelle lavorazioni di base con ragionevole qualità e bassi costi di produzione. Non siamo più competitivi nelle lavorazioni meccaniche non di precisione, nelle fusioni, nella costruzioni degli stampi e in tanti altri settori industriali.

Perchè allora non possiamo utilizzare la terziarizzazione all'estero delle lavorazioni di base pur avendo inventato, progettato e brevettato in Italia un nuovo prodotto? Mantenendo i prezzi competitivi ma nulla togliendo al Made in Italy poichè il prodotto è sicuramento frutto della genialità e creatività Italiana.

Tuttavia se utilizzassimo per questo prodotto la certificazione 'MADE IN ITALY', non rassicureremmo il potenziale cliente che il prodotto sia nato ed ideato in Italia (per quanto detto al primo punto), non potremmo utilizzare la certificazione privata "100% MADE IN ITALY" perchè alcune lavorazioni di base (per esempio la fusione in fonderia estera) non sono state fatte in Italia.

La soluzione è una nuova certificazione, ovvero la 'INVENTED IN ITALY' che afferma che il prodotto è stato ideato, progettato ed eventualmente brevettato in Italia lasciando libero il costruttore di trovare esternamente le lavorazioni di base, a basso valore aggiunto, più efficienti dal punto di vista qualitativo ed economico.


IN SINTESI
La prima soluzione (MADE IN ITALY) non assicura che il prodotto sia in effetti italiano (assicura solamente che l'ultima trasformazione sostanziale sia fatta in Italia), la seconda soluzione (100% MADE IN ITALY) rassicura totalmente sulla provenienza del manufatto ma rischia di mettere sul mercato un prodotto invendibile per l'alto costo (ovvero puri ma sprovveduti), la terza (INVENTED IN ITALY) è la soluzione che rassicura sulla provenienza intellettuale del prodotto (creatività, ovvero l'alto valore aggiunto) con l'ottimizzazione dei costi per quelle lavorazioni a basso valore aggiunto (ovvero le lavorazioni di base).


In questo sito raccolgo le adesioni (vedi la sezione Contatti) per la creazione di questa nuova certificazione che potrebbe risolvere tanti dubbi sul MADE IN ITALY, permettendo di cogliere la grandissima opportunità dell' EXPO e del riconoscimento del MADE IN ITALY come il terzo brand più riconosciuto al mondo dopo la Coca Cola e Visa (vedi la sezione Terzo Brand).


Ing. Emerito Maurizio Ammannato