Tre Vangeli

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Premessa

La ricerca, da uomo della strada, sulla originaria parola di Gesù, è dettata dalla convinzione che tutti i mali del mondo nascono dal nostro preoccupante allontanamento dalla Parola di Dio. La Buona Novella proclamata da Gesù non attira più. Colpa degli anni che l'hanno ricoperta di sovrastrutture che ne hanno imprigionata l'originale forza, gioia e bellezza? Una Buona Novella che è stata ridotta a livello di religione? Una religione che continua a predicare un Dio che è su nei cieli e non che vive dentro di noi? Una religione che intende la vita come un passaggio nella "valle di lacrime" prima del premio celeste, e che non proclami a chiare lettere che, con Gesù, il Regno dei Cieli è già dentro di noi?

Personalmente trovo controproducenti i brani domenicali dei vangeli tratti qua e là, collegati la maggior parte delle volte in modo arbitrario al Vecchio Testamento di cui Gesù stesso ne proclamò, allora, il superamento; brani a cui sono abbinate omelie vecchie di duemila anni, sempre le stesse, in un mondo che nel frattempo è cambiato mille volte. Del resto non mi interessano nemmeno le varie interpretazione di teologi o critici o sapienti delle scitture; tanti ne fanno una interpretazione ed altrettanti ne provano il contrario.

Non resta che cercare di risalire alla parola di Gesù, alla più originale possibile; ma l'attuale struttura del Nuovo Testamento (evangelisti che non erano i discepoli, lettere di Paolo aggiunte post-mortem, e così via) mi sembra più una prigione di questa parola che il suo liberamento. Ho cercato strade diverse. Col sito "ammannato.it/datazionevangeli/" ho inizialmente cercato di mettere insieme tutte le teorie sulla datazione dei vangeli arrivando alla conclusione che non ci sono ancora prove storiche sull'una o l'altra teoria.

Sono partito dal fatto che nessuno dei tre vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca) racconta un fatto così eclatante come la risurrezione di Lazzaro, mentre è presente solo nel Vangelo di Giovanni che lo racconta con dovizia di particolari. Delle due l'una: o Giovanni si è inventato tutto oppure i tre sinottici hanno attinto, chi alcuni episodi e chi altri, ad una unica e antecedente versione il cui redattore, per motivi sconosciuti, non ha voluto raccontare la risurrezione di Lazzaro (oltre ad altre discrepanze tra i sinottici e Giovanni).

La critica moderna suppone l'esistenza di un Vangelo Q (Quelle in tedesco: Fonte) di cui però non si ha alcuna evidenza se non una accenno di Luca sull'esistenza di una precedente versione di testimoni oculari, ma tramandata oralmente. La recente scoperta del Vangelo di Tommaso (che ho inserito negli allegati) non può essere intesa come questa versione Zero poichè, sebbene manchino parecchi frammenti, sembra più una raccolta di detti di Gesù e non anche la sua storiografia.

Viste tutte queste incongruenze e mancanza di fonti sicuramente storiche, non ci rimane altro che ricavare l'originale insegnamento di Gesù da un insieme di documenti, il più possibile vicini a quella che potrebbe essere la verità.

Prima di tutto ho ricostruito il Vangelo Zero andando a inserire in un unico documento, tutti gli episodi dei tre vangeli sinottici. Dove gli episodi sono raccontati da più di uno di loro, ho scelto quello con maggiori dettagli. Sono così raccolti 184 episodi divisi in 20 capitoli. Credo che questo Vangelo Zero possa essere quello che si avvicina di più al Vangelo Q.

Il Vangelo di Giovanni invece è stato lasciato così come è, visto che è stato scritto più tardi; è molto diverso dai sinottici, probabilmente scritto da Giovanni stesso o da uno dei suoi discepoli, a lui molto vicino.

Infine il terzo vangelo è quello di Paolo di Tarso, depurato dalle lettere che la maggior parte della critica moderna non attribuisce a Paolo ma ai suoi discepoli succedutisi dopo la sua morte. Sono sette queste lettere riconosciute come scritte di suo pugno. All'interno di queste lettere sono stati messi tra parentesi quadre quei brani non attribuibili direttamente a Paolo.

Credo che la lettura di questi tre vangeli ridia, nell'insieme, vigore e freschezza alla parola di Gesù che ne esce fuori chiara, vigorosa e inequivocabile.


Ing. Emerito Maurizio Ammannato